Proteggere la pelle nella stagione fredda

pelle e freddo

Anche nella stagione invernale è importante proteggere la pelle nelle zone più esposte, perché il freddo può essere causa di disidratazione ed assottigliamento della cute.

La pelle del viso, insieme a quella delle mani, è sempre più esposta all’azione degli agenti esterni, compresi quelli atmosferici.
Nella stagione calda prestiamo molta attenzione alla protezione della pelle dall’azione dei raggi solari: quando ci esponiamo al sole, mettiamo sempre una crema con fattore protettivo adeguato al nostro fototipo, e dopo l’esposizione un buon latte doposole ad azione rinfrescante ed emolliente.
Cosa facciamo invece nella stagione fredda? Ricordiamo di applicare la crema tutte le mattine prima di uscire o lo facciamo solo la sera prima di andare a dormire? Proteggiamo le labbra, o applichiamo il burro cacao solo quando sono visibilmente screpolate? E la crema sulle mani, la mettiamo più volte al giorno?
Se non abbiamo risposto di sì a tutte queste domande, allora non stiamo proteggendo adeguatamente le nostre parti esposte (viso, labbra e mani) nella stagione invernale.

Quali sono gli effetti del freddo sulla pelle

Il freddo influisce negativamente sulla salute e sulla bellezza della pelle, perché ne favorisce la disidratazione e l’assottigliamento, rendendola così ancora più sensibile all’azione degli agenti atmosferici.

La nostra pelle è formata principalmente da tre strati: epidermide, derma e strato sottocutaneo. L’epidermide è lo strato più superficiale ed è un barriera impermeabile e protettiva. La sua funzione è quella di impedire l’ingresso di microrganismi o sostanze potenzialmente dannose, e di mantenere la pelle idratata trattenendo l’acqua all’interno.

Il derma ha una funzione di sostegno per l’epidermide. È composto principalmente da collagene, elastina e acido ialuronico. Le prime due proteine formano una sorta di “impalcatura”, sotto forma di rete intrecciata di fibre, mentre l’acido ialuronico ha una funzione più di “riempimento”, perché riesce a legare a sé molte molecole di acqua.
Nel derma troviamo anche fibre nervose e vasi sanguigni. Questi ultimi apportano alla pelle ossigeno e nutrienti.

Nello strato sottocutaneo troviamo tessuto muscolare e adiposo, e ancora fibre nervose e vasi sanguigni. Lo strato adiposo fa da “cuscinetto” per supportare gli urti, ed ha la funzione di trattenere calore.

Detto questo, è più semplice capire quali sono gli effetti del freddo sulla pelle. In primis, le basse temperature restringono leggermente i capillari sanguigni, e questo provoca un rallentamento nell’apporto di nutrienti e ossigeno al tessuto cutaneo. Le conseguenze sono principalmente due:
– Il tessuto cutaneo diventa più sottile e più sensibile, e di conseguenza più soggetto a disidratazione;
Rallentano alcuni processi metabolici, tra cui la sintesi di collagene ed elastina, per cui il tessuto cutaneo tendo a cedere, e si iniziano a formare delle lassità, che favoriscono la formazione delle rughe.

D’altra parte, il freddo causa alterazioni nel film idrolipidico superficiale, che altro non è che uno strato di acqua e grasso a protezione della cute. Quando questa barriera perde in parte la sua integrità, la pelle diventa più sensibile e predisposta a secchezza e screpolature.

Un altro fattore da tenere fortemente in considerazione è lo sbalzo di temperatura. In inverno capita spesso di passare da fuori ad un locale riscaldato, oppure di appoggiare le mani infreddolite sul termosifone caldo. Quando passiamo bruscamente dal freddo al caldo, il sangue affluisce improvvisamente ai capillari superficiali che nel tempo possono perdere elasticità e predisporre alla couperose, inestetismo cutaneo caratterizzato dalla presenza di chiazze rosse in alcune zone del viso (più di frequente le guance).

Come proteggere la pelle dal freddo

Per proteggere la pelle dal freddo pensiamo innanzitutto a coprire quelle zone che è possibile coprire con sciarpe, guanti e cappelli. Specialmente quando sentiamo l’aria fredda che sferza il volto, tiriamo il più possibile giù il cappello e su la sciarpa, in modo tale da coprire una buona porzione del volto. Se c’è il sole, ma anche il vento freddo, si possono utilizzare gli occhiali da sole per proteggere gli occhi e l’area circostante.

Una volta appurato questo, pensiamo ad applicare creme specifiche per la stagione invernale. I prodotti giorno devono avere sempre un fattore di protezione dai raggi UV (sono più deboli, ma arrivano lo stesso!) e devono essere formulati per riparare il film idrolipidico superficiale. A tal fine sono indicate le creme a base di oli e burri vegetali: parliamo ad esempio della glicerina vegetale, burro di karité, olio di mandorle oppure olio di argan o di jojoba.

Lo stesso tipo di composizione è indicata per la protezione delle labbra. Non dimentichiamo di applicare, anche più volte al giorno (le labbra vengono continuamente umidificate per cui il prodotto si perde più velocemente), uno stick a base di una delle sostanze sopra indicate. Nel caso in cui le labbra fossero invece molto screpolate, è necessario applicare prodotti più specifici per ripristinarne l’integrità.

Anche per le creme mani vanno bene oli e burri vegetali, ma occhio ad applicare la crema spesso, non solo quando la pelle inizia a “tirare”! Ogni qualvolta ci laviamo le mani, tiriamo via un po’ di prodotto. Ricordiamoci poi di lavare le mani sotto acqua tiepida, e non bollente.

Un altro grandissimo aiuto per la protezione della pelle arriva dall’alimentazione. L’indicazione è quella di consumare giornalmente cibi ricchi di vitamine e antiossidanti. Per la pelle, le vitamine più importanti sono la A, perché aiuta a mantenere l’integrità delle mucose; la C, perché stimola la produzione di nuovo collagene; la E per le spiccate proprietà antiossidanti.

La vitamina A la troviamo principalmente in fegato, latticini e tuorlo d’uovo; la possiamo trovare anche però sotto forma di beta carotene, suo precursore, negli ortaggi di colore giallo arancio quindi carote, zucca, ecc. La vitamina C, nella stagione invernale, si trova principalmente in agrumi, kiwi e ortaggi della famiglia dei cavoli/broccoli. La vitamina E la troviamo invece nell’olio extravergine di oliva e nella frutta secca.

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