Invecchiamento e anatomia del volto: come cambiano i volumi con l’età

come cambiano i volumi con l’età

Quali sono i principali segni dell’invecchiamento cutaneo? La risposta più frequente a questa domanda è sempre la stessa, ossia “le rughe”. In quanto un volto invecchiato è senza dubbio più o meno segnato dai solchi delle rughe, ma l’invecchiamento del volto è anche caratterizzato da un cedimento dei tessuti e da una perdita dei volumi, che insieme contribuiscono a cambiare, in modo più o meno evidente, anche l’anatomia del volto stesso.

Questi cambiamenti sono particolarmente evidenti nel terzo inferiore del volto, ossia la porzione che va dalla base del naso alla punta del mento. In una persona giovane questa parte assume il caratteristico aspetto di un triangolo rovesciato: la punta è il mento e la base è la linea che passa all’altezza della parte inferiore del naso e degli zigomi. Quando il volto invecchia e il tessuto cutaneo si rilassa, quello che era un triangolo assume pian piano più l’aspetto di un trapezio. Complice soprattutto la perdita del volume e il cedimento verso il basso della porzione degli zigomi, si perde la definizione dell’ovale e il volto si “allarga”, assomigliando per l’appunto più a un trapezio che a un triangolo rovesciato.

Il motivo della comparsa di rughe, lassità e perdita dei volumi del volto è strettamente legato a cambiamenti che avvengono a livello di alcuni processi metabolici interni dell’organismo, che portano a una perdita di elasticità e compattezza cutanea. L’invecchiamento del volto è comunque un processo complesso, che non riguarda solo il tessuto cutaneo ma anche la struttura ossea e le cartilagini, nonché il tessuto muscolare (nello specifico i muscoli mimici del volto) e il tessuto adiposo sottocutaneo.

La pelle è composta da 3 strati, che a partire dall’esterno sono rispettivamente epidermide, derma e ipoderma o tessuto sottocutaneo.

L’epidermide è lo strato più esterno ed è quello nel quale sono evidenti i tipici segni dell’invecchiamento, tra i quali le rughe. Le rughe del volto sono definite rughe di espressione, perché sono quelle che si formano quando i muscoli mimici del volto si contraggono e si distendono per esprimere quelli che sono i nostri sentimenti e le nostre emozioni. Quando ridiamo, si formano le rughette intorno agli occhi, le cosiddette “zampe di gallina” e le pieghe naso-labiali, così come le piccole rughette intorno alle labbra. Quando pensiamo intensamente a qualcosa, o quando siamo concentrati, tendiamo a corrugare la fronte e le rughe correlate sono quelle frontali, che non a caso sono chiamate anche le “rughe del pensatore”. L’espressione corrucciata si esprime anche con le caratteristiche rughe glabellari, ossia quelle che compaiono nello spazio tra le due sopracciglia.

Ma perché i solchi delle rughe, a un certo punto, si fissano sul volto? Sulla pelle giovane quando i muscoli mimici si rilassano anche le rughe d’espressione scompaiono. Andando avanti con l’età, la perdita di elasticità della pelle porta, invece, le rughe a fissarsi e accentuarsi sempre di più. La perdita di elasticità è dovuta a quello che succede nello strato immediatamente sottostante all’epidermide, il derma.

Il derma è un tessuto connettivo che fa da sostegno all’epidermide grazie ad una rete solida e stabile formata da due proteine fibrose, il collagene e l’elastina. Con l’avanzare dell’età, l’organismo rallenta progressivamente la produzione di collagene, e quindi le fibre più vecchie non riescono a essere sostituite efficacemente da quelle neoformate. Questo porta, da una parte, alla perdita di elasticità della pelle e all’accentuazione delle rughe, e dall’altra, a una perdita del normale sostegno della pelle, e di conseguenza a un aumento della lassità cutanea, con il tessuto che tende ad andare verso il basso a causa della forza di gravità, portando a cambiamenti nelle linee e nella definizione dell’ovale del volto. In sintesi, alla perdita della forma a “triangolo rovesciato”.

Nel derma è presente anche acido ialuronico, un disaccaride che legando grandi quantità di acqua, forma una matrice gelatinosa che riempie i volumi del volto donando morbidezza alla pelle. Con l’età però, anche le riserve di acido ialuronico vanno pian piano diminuendo, e con esse si iniziano a perdere i normali volumi.

L’ipoderma è formato da muscoli e tessuto adiposo: con l’età i muscoli perdono tonicità e il tessuto adiposo si ridistribuisce aumentando lo spessore in alcune zone e diminuendola in altre, contribuendo così al cambiamento dell’anatomia del volto che ne caratterizza l’invecchiamento.

Non ultimo, anche il tessuto osseo con l’età si modifica: in alcune aree si assiste infatti ad un riassorbimento dello stesso, ed è facilmente intuibile quanto questo contribuisca a modificare l’anatomia del volto stesso.

Invecchiamento del volto: come cambiano i volumi con l’età

La perdita dei volumi del volto è strettamente legata ai cambiamenti anatomici, e le cause sono da ricercarsi, da una parte nel processo di invecchiamento cutaneo dovuto alla deplezione delle riserve di collagene, e dall’altra alla riduzione e al riposizionamento delle porzioni di pannicolo adiposo e ai cambiamenti che avvengono nella struttura delle ossa del viso.

Le aree nelle quali la perdita dei volumi appare particolarmente evidente e progressiva sono le seguenti:

  • Zigomi e guance
  • Solco lacrimale e zona infraorbitale
  • Arco della mandibola e terzo inferiore del volto.

In queste aree si verificano dei cambiamenti sia a livello della struttura ossea, che del pannicolo adiposo sottocutaneo. Il volume dell’osso zigomatico (quello che proietta lo zigomo), così come dell’osso mandibolare, (quello che sorregge il mento), tende a diminuire con l’avanzare dell’età, mentre al contrario, l’osso frontale tende ad aumentare. Questo porta inevitabilmente ad un lieve affossamento della zona orbitale, il che fa assumere al viso un aspetto più stanco e invecchiato.

A livello degli zigomi così come delle guance si assiste a una riduzione del tessuto adiposo, e alla conseguente perdita di volume; così come si perde volume anche in altre aree tra le quali le labbra.

Come sottolinea la Dott.ssa Elena Ricci Barbini: “Più in dettaglio, la zona che maggiormente risente dell’invecchiamento è proprio la regione zigomatica, dove oltre ad una retrazione del piano osseo, vi è una vera e propria ptosi, ossia caduta del grasso presente e un cedimento dei comparti che delineano lo zigomo. In più i muscoli tendono ad atrofizzarsi e ad accentuare così le rughe di espressione. Ne deriva come effetto, l’aspetto di un viso stanco, appiattito e incavato.”

Se a questi cambiamenti strutturali associamo la perdita di elasticità e compattezza del tessuto cutaneo, ecco che abbiamo tutti quelle caratteristiche tipiche dell’invecchiamento del volto finora descritte.

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